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Marketing del Massaggio

mercoledì 10 giugno 2015

I fattori psicologici nel rapporto massaggiatore-cliente



Numerosi studi hanno dimostrato che il rapporto psicologico tra terapista e cliente è molto importante per quanto riguarda l'efficacia di un trattamento, addirittura più importante delle manovre e della tecnica utilizzata. Il gruppo di ricercatori riferisce che la relazione che si instaura
tra massaggiatore e ricevente è quasi una sorta di alleanza, di coalizione, ed è così definita: "La capacità di lavorare insieme in una realistica e collaborativa relazione, basata sul reciproco rispetto, simpatia, gradimento e fiducia".

Durante un massaggio il cliente condivide la propria vita: salute, famiglia, lavoro, ed è in una situazione di "inferiorità" rispetto al massaggiatore che, in virtù delle proprie conoscenze nel suo campo, possiede il controllo della situazione e una forte attrattiva nei suoi confronti.

Questa sorta di "superiorità" potrebbe fare in modo che il cliente conferisca al massaggiatore un ruolo importante nella propria vita: non lo vede come un professionista che effettua un massaggio, ma cerca la sua approvazione, la sua considerazione, i suoi consigli. Ovviamente il tutto dipende dallo stato mentale, dal livello di consapevolezza, dalla fragilità e dell'autonomia mentale. Alcuni clienti non mostrano affatto la propria inferiorità nei confronti del terapista, altri, purtroppo, ne diventano quasi dipendenti.

L'etica di qualsiasi massaggiatore suggerisce di non approfittare di questa situazione, per assicurare la salute fisica, mentale ed emozionale del cliente. Quando questo senso di controllo che il massaggiatore ha nei confronti della persona sdraiata sul lettino, non prevale, quest'ultimo è in grado di:
- avere un ruolo attivo nella decisione del trattamento più efficace per lui;
- avvertire il terapista se sta effettuando delle manovre non gradite;
- dare un giudizio onesto sulla qualità e sull'efficacia della seduta;
- effettuare a casa le attività consigliategli per aumentare il risultato derivante dalla seduta di massaggio;
- sentire che il massaggiatore non è solo un professionista, ma anche un "amico".

Puoi ridurre questa distanza, ascoltando il cliente e andando incontro ai tutti i suoi bisogni, e presentando dettagliatamente i benefici del massaggio e il tuo livello di conoscenze. 
Puoi fargli scegliere il tipo di manovra che preferisce, o le zone del corpo dove gradisce essere massaggiato più a lungo. Se sei attento, certamente noterai quando un cliente è teso e a disagio: in questo caso domanda apertamente se una manovra non è gradita. 

Se la distanza tra voi è troppa e il cliente non è a proprio agio, questo fa male a tutti e due: il cliente avrà più remore a riprenotare e a riferire di te ad amici, parenti, colleghi, ecc.

In ogni caso, il massaggiatore è sempre responsabile di quello che accade durante una seduta di massaggio e deve costantemente sforzarsi di capire e adattarsi alle esigenze del cliente; soprattutto deve far sentire il cliente in completo comfort e non in una situazione di "inferiorità".

E tu che rapporto hai con i tuoi clienti? Lascia un commento a questo articolo e, se ti è piaciuto, condividilo.